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Nuova formulazione per il prodotto infortuni

infortuni

La garanzia infortuni sul lavoro all’interno del Nomenclatore dei Fondi Sanitari presenta una pesante carenza nella capacità di valutare correttamente il rischio assunto.
E trascura altre opportunità che il settore assicurativo dovrebbero valorizzare, in particole nell’ambito professionale. Il settore assicurativo malattia ha fornito negli ultimi anni unimportante contributo allo sviluppo del II pilastro legato all’assistenza sanitaria.
Il supporto si è sostanziato principalmente nell’esigenza da parte dei Fondi Sanitari contrattuali, istituiti ai sensi dell’art. 51 comma 2 lettera a) Tuir, (Fondi) di trasferire sulle compagnie assicurative la gestione delle prestazioni sanitarie. La gestione tecnica assicurativa si è concentrata sull’erogazione di garanzie Malattia creando dei nomenclatori che fossero espressione di una contribuzione pressoché similare, e di un’esigenza di copertura nazionale.
Interventi chirurgici, una garanzia difficilmente fruibile Il meccanismo assicurativo dei Fondi dovrebbe operare affinché le coperture offerte siano fruibili e accessibili ai propri iscritti, in realtà l’analisi dei Nomenclatori dei principali Fondi riscontra un uso ripetuto della garanzia Grandi interventi chirurgici, che risulta invece una prestazione difficilmente fruibile per le seguenti motivazioni: circa il 75% degli interventi elencati sotto le voci Grandi interventi chirurgici per complessità e specializzazione possono essere compiuti solo in strutture del Servizio Sanitario Nazionale, il 20% richiede la presenza di un dipartimento di Terapia intensiva e il 50% viene catalogato con diciture di un tale anacronismo da riportarci al Frankenstein di Mary Shelley (craniotomia, asportazione del globo oculare).
Maggiore attenzione al profilo di rischio Ciò conduce inevitabilmente a concludere che oggi gran parte delle risorse economiche del Fondo vengono canalizzate in rischi teorici e di altissima severità.
La riflessione suggerita è quella di ripensare al Nomenclatore non solo in un’ottica di maggior contributo da destinarsi alle prestazioni integrative ex Art. 2 comma 2 lettera d) del d.m del 27 ottobre del 2009, ma anche nel prevedere garanzie che siano più attinenti al profilo di rischio effettivo delle varie categorie di lavoratori: si pensi al rischio infortuni in ambito professionale.
In riferimento a quest’ultimo aspetto il mercato assicurativo dovrebbe ragionare nella trutturazione di una copertura infortuni rischi professionali, che sia in grado di superare gli sbarramenti previsti dal d.p.r. 30 giugno 1965, n. 1124, ovvero prevedere un’ipotesi di indennizzo per infortuni con esiti di inabilità permanente al lavoro accertata in misura inferiore al 5%.
Tale formulazione rappresenterebbe un supporto economico supplementare in favore del lavoratore relativamente alla frequenza di casistiche di infortuni minori e non coperti dall’Inail e al tempo stesso circoscriverebbe le richieste di risarcimento del danno in capo al datore di lavoro.
Bisogna domandarsi se il mercato assicurativo sia disposto ad analizzare questa nuova esigenza, e con quali modalità sia pronto a intervenire nella strutturazione del prodotto assicurativo.
Giovanni Favero, Amministratore Unico Agierre srl
Federica Rambaldi, Avvocato
Filippo Ceppellini, Amministratore Delegato Odontonetwork srl

logo UNA NUOVA FORMULAZIONE PER IL PRODOTTO INFORTUNI – Fonte: Agierre