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Odontoiatria robotica: dal braccio chirurgico ai micro e nano robot

Odontoiatria Robotica - Odontonetwork Genova

In costante crescita le applicazioni di odontoiatria robotica, dal braccio chirurgico ai fantascientifici micro e nano-robot.
Ma i pazienti sono pronti? Per un sondaggio Usa sì, ma solo per interventi poco invasivi.
Per la prima volta è successo in Cina, a Xian, lo scorso settembre: un robot ha eseguito un intervento odontoiatrico senza l’aiuto dell’uomo. La macchina ha inserito con successo due impianti nella bocca di una donna e posizionato due corone stampate in 3D. Gli odontoiatri umani, seppure presenti, non hanno avuto nessun ruolo attivo. Il robot è stato sviluppato dalla Beihang University di Pechino e dall’Ospedale Stomatologico della Quarta Università Medica Militare, con l’obiettivo di eseguire procedure dentali evitando i possibili errori umani: segue una serie di comandi pre-programmati per adattare gli impianti alla bocca del paziente ed è in grado di eseguire le regolazioni opportune quando il paziente si muove.
Per l’implantologia ormai da tempo sono stati sviluppati sistemi di chirurgia assistita da computer che comprendono procedure pre e intra operatorie e che offrono una minore invasività e promettono elevate percentuali di successo. La tomografia computerizzata fornisce informazioni volumetriche molto precise e i software di ricostruzione ossea permettono l’applicazione degli impianti anche in situazioni di volumi ossei ridotti, con la possibilità di utilizzare protesi a carico immediato.

L’ultima frontiera sono i micro e i nano-robot:
I ricercatori hanno poi sviluppato un sistema robotico per la chirurgia maxillo-facciale, in grado di eseguire compiti preprogrammati. La tecnica può essere utilizzata per la fresatura di superfici ossee, perforazioni, osteotomie e pianificazione della chirurgia ortognatica.
Molto interessanti sono i micro-robot endodontici: si tratta di minuscoli dispositivi che possono essere montati sui denti dei pazienti. Grazie a un controllo online, attraverso un computer, i micro-robot sono in grado di svolgere diverse funzioni, come sondaggio parodontale, perforazione, limatura, pulizia e riempimento. I vantaggi promessi sono di ridurre la dipendenza del risultato dalle capacità del dentista, di minimizzare l’errore umano e di offrire un metodo preciso di diagnosi e trattamento.
Ancora più minuscoli sono i nano-robot, realizzati a scala microscopica (un nanometro equivale a un milionesimo di millimetro) con componenti molecolari e guidati attraverso un computer. Tra le possibili opzioni di utilizzo dei nano-robot in odontoiatria, figurano la somministrazione dell’anestesia locale, il trattamento dell’ipersensibilità dentinale e il riallineamento ortodontico; potrebbero inoltre riparare le imperfezioni dei denti in cui si è avuta una carie e, a livello preventivo, distruggere i batteri cariogeni.

I pazienti tentennano:
Come in altre specialità chirurgiche, la robotica promette insomma meno invasività e risparmio dei tessuti grazie alla maggiore precisione e, sia pure con qualche timore, alcuni pazienti sembrano essere già pronti. Altri invece guardano ancora alla robotica con grande diffidenza.
In un sondaggio online condotto negli Stati Uniti, i 502 partecipanti hanno in gran parte dichiarato di essere «meno disposti a subire da un robot interventi invasivi, come la chirurgia gengivale e il trattamento di un canale radicolare, ed essere invece molto più disponibili a sottoporsi a procedure come pulizia o sbiancamento dei denti».
La ricerca è stata presentata lo scorso marzo a Boston, in un convegno dedicato allo human factor, il rapporto uomo-macchina. Dato che i robot stanno diventando sempre più diffusi in molti ambiti, «è importante conoscere la percezione dei cittadini che si interfacciano con queste tecnologie emergenti» ha dichiarato Emily Anania, la studentessa di dottorato della Embry-Riddle Aeronautical University e principale autrice dell’indagine, cha fatto poi l’esempio delle perplessità ancora diffuse in gran parte della popolazione riguardo alle automobili a guida autonoma.

Il sondaggio ha indagato sulla propensione delle persone ad affidarsi a una tecnologia ancora in sperimentazione per ricevere dieci diversi tipi di trattamenti odontoiatrici: pulizia dei denti, estrazione, trattamento del canale radicolare, sbiancamento dentale, applicazione di sigillante, inserimento di una capsula, bonding dentale, chirurgia gengivale, applicazione di un apparecchio ortodontico e otturazione con amalgama. Dopo il primo questionario, i partecipanti ne hanno ricevuto un altro analogo, in cui si specificava che i trattamenti erano offerti a metà prezzo.
I risultati dello studio hanno rivelato alcuni schemi interessanti. In generale, il 51% degli intervistati ha affermato di essere moderatamente o fortemente contrario all’odontoiatria robotica, esprimendo una particolare diffidenza nei confronti delle procedure invasive come estrazioni dentali e terapia endodontica, per le quali due partecipanti su tre si sono detti contrari. Ma per le due procedure percepite come meno delicate, la pulizia e lo sbiancamento dentale, tutti sono stati decisamente più possibilisti: anche a prezzo pieno, solo 32 su cento hanno detto di essere contrari, e con il prezzo dimezzato sono scesi ad appena il 17%.
Per quanto spettacolare, il robot-dentista in grado di operare in modo autonomo appare come il futuro punto di arrivo di un percorso molto lungo, anche se in parte già compiuto.

logo ODONTOIATRIA ROBOTICA: DAL BRACCIO CHIRURGICO AI MICRO E NANO ROBOT – FONTE: DENTALJOURNAL.IT – ARTICOLO DI GIAMPIERO PILAT

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