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Odontoiatria: in arrivo il nomenclatore 2018

Raffaele Iandolo Cao Nomenclatore 2018 - Odontonetwork Oral Health Care Management Genova

È ormai in dirittura d’arrivo il Nomenclatore Odontoiatrico 2018: nelle scorse settimane, infatti, si è riunito, su convocazione della Commissione Albo Odontoiatri della Fnomceo il Gruppo di Lavoro dedicato, che ha completato la revisione, facendo riferimento all’aggiornamento delle Raccomandazioni cliniche.
Al Gruppo di Lavoro partecipa in primo luogo il Cic, il comitato italiano di coordinamento delle società scientifiche in Odontostomatologia che materialmente sostiene la stesura del nomenclatore, affiancato dal Ministero della salute, dall’Accademia, dal Cenacolo Odontostomatologico Italiano e dai Sindacati Andi (Associazione nazionale dentisti italiani), Aio (Associazione italiana odontoiatri), Sumai (Sindacato Unico Medicina Ambulatoriale Italiana) e Suso (Sindacato Unitario Specialità Ortodonzia).
“Obiettivo del nuovo Nomenclatore – afferma il Presidente della Commissione Albo Odontoiatri nazionale, Raffaele Iandolo - è assicurare livelli essenziali di qualità tramite l’impiego di materiali e strumentazioni adeguate, rafforzando il rapporto di fiducia con il paziente e dimostrando la maturità della professione. Il Nomenclatore diventa indispensabile anche per l’odontoiatria pubblica – in ottemperanza all’articolo 17 del Decreto del Presidente del Consiglio Dei Ministri 12 gennaio 2017 – per i fondi integrativi, per l’odontoiatria forense”.
Non appena completato, il Nomenclatore odontoiatrico 2018 sarà portato all’attenzione del Ministero della Salute, nell’ottica di un possibile recepimento e adozione anche a livello ministeriale, e condiviso con tutti gli stakeholders.
“Si tratta di un passaggio necessario e fondamentale per giungere poi al Tariffario indicativo degli onorari delle prestazioni professionali odontoiatriche – spiega Iandolo -, volto a portare certezza e serenità nel rapporto tra il professionista e il paziente, anche in ottemperanza alla Legge 27/2012, che indica che ‘la misura del compenso è previamente resa nota al cliente con un preventivo di massima, deve essere adeguata all’importanza dell’opera e va pattuita indicando per le singole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi, e alla Legge sull’equo compenso (Legge 172 del 4 dicembre 2017) che estende il diritto all’equo compenso previsto per la professione forense, anche a tutti i rapporti di lavoro autonomi che interessano professionisti ”.

Fonte: Quotidianosanita

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