Odontonetwork - Oral Health Care Management
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Intervista a Filippo Ceppellini su Upsiderisk

ODONTOIATRIA: COME CONTROLLARE IL COSTO DEL RISCHIO DELLA PRESTAZIONE PIÙ FREQUENTE?
Positivi fenomeni di economie di scala che grandi organizzazioni odontoiatriche riescono a praticare
Il CEO Filippo Ceppellini è intervenuto sul numero di aprile della rivista UpSideRisk dedicato al case history Sanilog.
L’intervista a cura di Roberto Berva approfondisce i temi del rischio e i relativi costi in riferimento alle prestazioni a più alta frequenza.

Filippo Ceppellini CEO

Filippo Ceppellini CEO On Health Care Group


In genere le forme sanitarie integrative, beneficiando di una forte capacità negoziale con strutture odontoiatriche organizzate, dovrebbero divenire strumento essenziale per consentire alle famiglie di non differire le cure, mantenendo i livelli assistenziali in linea con quanto previsto dal Ministero della Salute anche in materia odontoiatrica.
Quali sono le principali criticità che fondi sanitari, casse assistenziali e compagnie assicurative incontrano nella gestione delle prestazioni e delle spese odontoiatriche?
Originariamente l’odontoiatria era gestita da fondi sanitari e assicurazioni in modalità a rimborso: ciò comportava disomogeneità tariffarie e organizzative. È emersa quindi l’esigenza di un più rigoroso controllo del rischio e di omogeneizzazione dell’offerta, basandosi su nomenclatori tariffari con definizioni univoche.
Rispetto a tali criticità, quali sono i vantaggi che fondi sanitari e assicurazioni riscontrano rivolgendosi a un network regolamentato?
Il network regolamentato non deve essere un banale fornitore di prestazioni a costo ridotto, ma deve garantire una serie di fattori che risultano cruciali nel controllo del costo del rischio. I temi principali sono: il controllo della qualità, la verifica della congruità dei piani di trattamento, la capacità di contenimento della filiera dei costi e una piattaforma informatica evoluta che consenta lo scambio di informazioni in tempo reale con il fondo sanitario, la compagnia d’assicurazione, le strutture sanitarie e gli assistiti.
Qual è, invece, il vantaggio che una singola struttura odontoiatrica riscontra nell’aderire a un network regolamentato?
La nostra politica di convenzionamento cerca di preservare una sorta di esclusività territoriale, individuando le strutture da convenzionare, selezionando professionisti qualificati ai quali chiediamo un forte contenimento delle tariffe applicate rispetto al proprio tariffario privato, favorendo maggiori flussi di assistiti presso le stesse. Inoltre forniamo loro una serie di servizi centralizzati, quali continuing education, per uniformare le procedure cliniche e creiamo un gruppo d’acquisto che genera efficienza nel contenimento dei costi dei materiali.
Questa capacità di controllo del rischio consente a fondi e compagnie d’assicurazione effettivi vantaggi tecnici che si riflettono in un miglior andamento del rapporto contributi/ prestazioni?
La sola classificazione e monitoraggio delle prestazioni erogate con i relativi costi è un’evidente facilitazione dell’analisi attuariale pro futuro. Inoltre la verifica degli standard di prestazione, oggettivamente riscontrabile, così come la sinergia derivante dall’utilizzo del sistema informatico, fa coincidere attività normalmente svolte dall’odontoiatra con attività di gestione del sinistro, riducendo dal punto di vista del fondo sanitario e della compagnia d’assicurazione, i costi di quest’ultima. Possiamo affermare che il network regolamentato consente accesso a prestazioni certe e calmierate, nonché a modelli organizzativi predefiniti. L’insieme di questi fattori può generare, rispetto al modello rimborsuale, una riduzione del costo complessivo della prestazione nell’ordine del 30-40%.
Quanto deve essere capillare un network odontoiatrico regolamentato per poter essere di valore aggiunto a un fondo sanitario di livello nazionale?
Bisogna trovare il corretto trade-off tra presenza capillare e capacità di controllo. Nel nostro caso abbiamo scelto un concetto di capillarità analogo a quanto previsto dal Servizio Sanitario Nazionale, ovvero una presenza sul territorio di riferimento che copra ogni distretto sanitario; numericamente parliamo di oltre 1800 strutture odontoiatriche accuratamente selezionate e istruite all’applicazione corretta dei nomenclatori tariffari pattuiti. Ciò consente un’attenta verifica della congruità dei piani di trattamento proposti e delle richieste liquidative
Come è possibile verificare il vantaggio delle tariffe di un network odontoiatrico regolamentato?
Il nomenclatore tariffario a cui riconoscere un obiettivo valore è quello di ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani) e quindi riteniamo un patto chiaro ed essenziale rivolgersi a tali definizioni, tanto nel rapporto con il fondo e la compagnia d’assicurazione, quanto nel rapporto con gli assistiti. Il nomenclatore ANDI prevede un costo minimo e un costo massimo per ogni prestazione e la nostra capacità di organizzazione e negoziazione con le strutture odontoiatriche ci permette di collocarci, per ogni tipologia, in una fascia di evidente convenienza economica, senza rinunciare al rigore della qualità della prestazione. A questo proposito abbiamo certificato un modello qualitativo, che è fattore discriminante della possibilità o meno di adesione di una struttura odontoiatrica al network. Ci sono casi di fondi sanitari contrattuali nazionali con grandi platee aventi contribuzioni pro capite nell’ordine di 120 euro annui. Secondo la prassi all’odontoiatria è riservato il 20%, si parla quindi di 24 euro annui.
Quale può essere l’efficacia di un piano sanitario odontoiatrico rispetto a contribuzioni così contenute?
In tali casi il network odontoiatrico regolamentato può comunque svolgere una funzione importantissima, ispirata al rispetto delle linee guida nazionali, emanate dal Ministero della Salute, per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età adulta. Si tenga presente che il 95% delle persone adulte necessita di cure odontoiatriche di prevenzione e che il 34% degli italiani si reca dal dentista solo in caso di emergenza. Per tali ragioni nella predisposizione di piani sanitari odontoiatrici seppur di contributo esiguo è di fondamentale importanza dare spazio a prevenzione ed emergenza, piuttosto che a rare casistiche di gravi patologie, come spesso si nota in piani sanitari attualmente diffusi. La prevenzione permette di evidenziare le patologie al loro insorgere riducendo sia l’invasività degli interventi sia i costi da sostenere.