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La gestione delle urgenze odontoiatriche durante l’emergenza coronavirus: consigli e raccomandazioni da uno studio cinese

Coronavirus e odontoiatria

In uno studio pubblicato sul Journal of Dental Research di marzo 2020, gli autori introducono le conoscenze essenziali su COVID-19 e forniscono protocolli di gestione per i dentisti dei trattamenti di emergenza odontoiatrica.
L’epidemia da coronavirus 2019 (COVID-19), partita da Wuhan, in Cina, lo scorso dicembre è diventata ormai una pandemia rappresentando un’enorme problematica di salute pubblica non solo per la Cina ma anche per i paesi di tutto il mondo.

A causa delle caratteristiche intrinseche della professione odontoiatrica, che prevede degli stretti rapporti di vicinanza tra operatore e cavità orale dei pazienti, il rischio di contagio in questo settore può essere purtroppo elevato.

Per gli studi dentistici – nei paesi/regioni che sono (potenzialmente) interessati da COVID-19 – sono urgentemente necessari protocolli di controllo delle infezioni rigorosi ed efficaci.

Tipologia di ricerca, modalità di analisi e risultati
In uno studio pubblicato sul Journal of Dental Research di marzo 2020, gli autori introducono le conoscenze essenziali su COVID-19 e forniscono protocolli di gestione per i dentisti dei trattamenti di emergenza odontoiatrica.

I trattamenti di emergenza non rinviabili in odontoiatria possono essere:

gestione delle pulpiti o parodontiti periapicali acute;
gestione delle fratture dentali o delle estrazioni.
Gli step nei trattamenti di emergenza odontoiatrica in situazione di epidemia da coronavirus sono:

valutare il paziente con misurazione della febbre prima del trattamento;
disinfettare le mani dei pazienti immediatamente oltre a tutte le superfici “a portata di paziente”;
indossare tutti i dispositivi di protezione per operatore e assistente (mascherina, occhiali e maschera protettiva, cuffia, camice monouso, doppi guanti);
far eseguire un risciacquo pre-operatorio con un collutorio antimicrobico al paziente in quanto aiuta a ridurre il numero di microbi nella cavità orale;
evitare le procedure che possono indurre la tosse o eseguirle con cautela (OMS 2020a);
le procedure che generano aerosol, come l’uso della siringa aria-acqua e dei manipoli a motore e ultrasuoni, dovrebbero essere minimizzate il più possibile.
Molto spesso nei trattamenti di urgenza odontoiatrica, ove si è di fronte a dolore intenso, gonfiore ecc., per approdare a una corretta diagnosi sono necessari degli esami radiografici intraorali, tecnica radiografica che, però, può stimolare la secrezione di saliva e la tosse; pertanto, in tali circostanze è preferibile eseguire radiografie dentali extraorali, come la panoramica o la CBCT.

Nei trattamento dei casi di emergenza è raccomandato usare sempre, ovviamente se possibile, la diga di gomma e gli aspiratori di saliva ad ampio volume che possono aiutare a minimizzare l’aerosol o gli spruzzi. Gli schermi del viso e gli occhiali sono essenziali contro le nebulizzazioni.

La gestione invece del trattamento di eventuali fratture, lussazioni o altro che preveda avulsioni dentarie è dipendente dall’età, dalla gravità traumatica, dalla formazione dell’apice e dalla previsione di durata dell’intervento.

Se il dente deve essere estratto, si preferisca una sutura riassorbibile. Si consiglia di lavare lentamente la ferita e utilizzare un aspiratore di saliva ampio per evitare gli spruzzi.

Per approfondire
Meng L, Hua F, Bian Z. Coronavirus disease 2019 (COVID-19): emerging and future challenges for dental and oral medicine. J Dent Res 2020 Mar 12:22034520914246.

Credit: Lara Figini – Odontoiatria 33